Westerman | La commedia cosmica | E-Book | www2.sack.de
E-Book

E-Book, Italienisch, 258 Seiten

Reihe: Narrativa

Westerman La commedia cosmica


1. Auflage 2023
ISBN: 978-88-7091-847-2
Verlag: Iperborea
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark

E-Book, Italienisch, 258 Seiten

Reihe: Narrativa

ISBN: 978-88-7091-847-2
Verlag: Iperborea
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark



Giordano Bruno, Galileo, Huygens: è dalle loro storie che comincia il viaggio cosmico di Frank Westerman. Ogni volta che uno scienziato ha puntato il suo telescopio verso il cielo, l'universo si è allargato e gli esseri umani si sono scoperti più piccoli. Se non siamo al centro dell'universo, chi siamo? Una domanda che porta l'autore ai quattro angoli del globo, sulle tracce di chi il cosmo lo ha studiato o visitato di persona: in India, patria di un programma spaziale avveniristico, in Kazakistan, da cui partirono gli Sputnik, per poi tornare nei Paesi Bassi, dove per la prima volta è stato fotografato un buco nero. Con il conforto della scienza, l'umanità che oggi si affaccia sullo spazio parla di cooperazione e pace: così la stazione spaziale internazionale ha ospitato astronauti da tutto il mondo, e con le sonde Voyager è stato mandato nel cosmo un disco con la musica di Mozart, nella speranza che un alieno sia in grado di ascoltare, un giorno, di cosa siamo capaci. Eppure, quando l'uomo mosse i primi passi fuori dall'orbita terrestre, in piena Guerra fredda, il nostro piccolo pianeta era sull'orlo dell'armageddon nucleare, e nei Paesi Bassi uno dei radiotelescopi più potenti del mondo sorge sulle macerie di un campo di prigionia nazista. Dobbiamo aspettarci che presto ogni nazione rivendichi per sé un pezzetto di cielo? Con un fiuto infallibile che dalle storie più piccole lo porta a interrogarsi sui grandi temi del presente, Frank Westerman esplora i sogni e le contraddizioni della cosmonautica, cercando di capire se è vero che tra le stelle vorremmo trovare un mondo migliore, ma soprattutto se saremo in grado di costruirlo.

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I

Terra 1


, 6:12-13

. La piccola folla radunata nel soggiorno si zittisce, a parte qualche ultimo colpo di tosse. Metà dei presenti siede sulle panche di legno appoggiate alle pareti, come fedeli in chiesa; l’altra metà rimane in piedi. Tutti fissano il soffitto, la testa piegata all’indietro, le mani incrociate sulla pancia o sulla cintura dei pantaloni. Una ragazzina dice frettolosamente a suo padre: «Non si muove per niente.»

Poi la guida fa un passo avanti. «Per cominciare fate silenzio.» Guarda da sopra gli occhiali da vista e aspetta che si acquieti anche lo scalpiccio. Poi non recita nessuna preghiera, ma fa oscillare avanti e indietro una bacchetta, al ritmo dell’eternità.

Sopra il tavolo al centro della stanza pendono due sfere attaccate a dei fili, il Sole e la Terra. Appese al soffitto ce ne sono altre: più piccole e più grandi, dorate. Giove con le sue quattro lune, Saturno con i suoi anelli. Le assi del sottotetto sono dipinte di turchese, e danno una sensazione di profondità, più che di spazio.

Dall’alto si sente un ticchettio: nel sottotetto si trova un orologio a pendolo che fa ruotare le sfere dei pianeti a una lentezza ipnotica. L’orologio nascosto muove anche una fila di quadranti nella parete sopra l’alcova, una sorta di cruscotto settecentesco che mostra in ogni momento della giornata la fase lunare e la posizione delle stelle, dal punto di vista dell’osservatore, in questo caso il letto di Eise Eisinga a Franeker, in Frisia.

Grande stupore fra i presenti. La visita a questa casa sul canale è iniziata sul marciapiede davanti all’ingresso, dove si trova un’iscrizione: AL DI LÀ DI QUESTA SOGLIA INCOMINCIA, IN UNA RAPPRESENTAZIONE CASALINGA, LUNIVERSO.

Il percorso di Marte intorno al Sole dura 687 giorni, sta scritto sul goniometro lungo l’orbita descritta dal pianeta rosso. La scala di questo sistema solare lascia sbigottiti: ogni millimetro di soffitto corrisponde nella realtà a un milione di chilometri di cielo. Saturno impiega 29 anni a fare un giro della stanza. «In tutta la sua vita Eisinga ha assistito a una sola orbita.»

L’orologio nel sottotetto fa ruotare tutto il planetario grazie a un sistema di ingranaggi. I relativi contrappesi si abbassano negli armadi ai due lati dell’alcova, che celano anche i rilevatori di fumo e l’impianto antincendio.

LA TERRA RUOTA INTORNO AL SOLE UNA VOLTA OGNI 365/4 GIORNI.

La punta smussata della bacchetta evita per un pelo la palla da biliardo della Terra. «Voi non vedete il movimento delle sfere», dice la guida. «Però si muovono.»

Così come la forza di gravità aziona il Reale Planetario di Franeker tramite l’interazione fra i pesi e i contrappesi negli armadi, allo stesso modo è possibile riconoscere la motivazione che ha messo in moto Eise Eisinga.

Da bravo frisone con i piedi piantati per terra, che ha fiducia nei fatti e nei calcoli, si irrita con il sedicente indovino che va per la maggiore, anche fuori della Frisia, profetizzando che la Terra sta per scomparire. Questo profeta dell’estinzione si cela dietro lo pseudonimo di «Amante della Verità», e si appella nientemeno che alla , l’arte del sapere. Eise Eisinga, di mestiere cardatore, decide di sacrificare il suo salotto e destinarlo alla lotta contro sobillatori di quella sorta, ora e nel futuro. Anche sua moglie Pietje, incinta, deve assecondare il sacro fuoco del marito. Resta da vedere se una serie di sfere planetarie che ruotano siano in grado di neutralizzare un predicatore dell’apocalisse, ma perché non provare?

RIFLETTI BENE PRIMA DI AGIRE, dipinge Eise Eisinga sopra la porta nella primavera del 1774. È un motto che dimostra una sana autoironia, considerati i sette anni di lavoro preventivati per la fabbricazione del suo modello celeste.

Invece di ora serpeggia un . Tutti simpatizzano con Eise, e anch’io. È un faro della ragione, qualcuno sul quale si può contare. Quello che ci ha lasciato è un tempio per la scienza. Anche se sono stato cresciuto con la Bibbia, le sfere appese al soffitto riproducono anche l’immagine del mio cielo, chiara come il sole. Sono le leggi della natura a governare l’universo, non il capriccio degli dei. Ammesso che lassù qualcuno sieda su un trono, quello è Isaac Newton. È la sua legge universale della forza di gravità a tenere in piedi la baracca.

A casa mia, sotto il lucernaio, ho piazzato da poco un telescopio con una lente da 76 mm. Anche se è un modello base («ideale per chi è affascinato dalle meraviglie dell’universo»), non ci vado molto d’accordo. Sono a malapena in grado di mettere a fuoco il cratere Copernicus della Luna, e non sono ancora riuscito a osservare gli anelli di Saturno. Ma quello che vedo mi sembra convincente. Tra le stelle si può navigare.

Come spesso accade, all’origine di un’isteria di massa si trova un’impalcatura di fatti. Il 12 marzo 1774, il scrive di un fenomeno eccezionale – «atteso per questa primavera» – nel cielo notturno. L’articolo parla di una previsione basata su calcoli del matematico Wytze Foppes, buon amico di Eise Eisinga:

Senza voler gonfiare i fatti, Wytze Foppes aggiunge ai propri calcoli una congettura:

Come i movimenti di alta e bassa marea, spiegati da Newton in base alla posizione della Luna e del Sole, così la forza di attrazione complessiva di Mercurio, Venere, Marte, Giove e Luna l’8 maggio 1774 dovrebbe trascinare tutto il nostro globo terrestre. Immaginiamo un bambino che gira spensierato su una giostra: a un segnale prestabilito, cinque stronzi danno una spinta al seggiolino, tutti insieme. Grazie al cielo, osservò Wytze Foppes, l’8 maggio Saturno, peso massimo, si trova nella parte opposta del firmamento e tiene in carreggiata tutto quanto.

Per età, Eise Eisinga poteva essere figlio di Wytze Foppes. Si erano conosciuti come allievo e maestro, ma ormai si trattano da pari a pari. Sono allo stesso livello per quanto riguarda sia l’astronomia sia la matematica. Nell’estate del 1761 hanno osservato insieme il passaggio di Venere davanti al Sole dal castello di Cammingaburg, attraverso un cannocchiale dotato di un vetro affumicato. Per alcune ore hanno guardato una capocchia di spillo nera strisciare sul disco del Sole, come un moscerino sull’occhio di una mucca.

Il maestro e il suo allievo sono definiti «idioti» in astronomia. Questo è l’appellativo consueto che distingue gli amatori dagli accademici, i laureati all’università di Franeker. Nonostante la sua mancanza di istruzione, all’età di diciannove anni Eise Eisinga calcola le future eclissi solari e lunari fino a dopo l’anno 2000.

Ci sono cose che si possono prevedere con maggiore precisione di altre. Per il meteo entro cinque giorni, si va un po’ a spanne. Se la moglie avrà un maschio o una femmina, basta il più semplice dei calcoli delle probabilità. La data in cui il bambino verrà al mondo invece la si può prevedere, ma solamente per approssimazione. Solo l’orbita dei corpi celesti è fissa in modo immutabile, infallibile.

Al termine della sua lista di eclissi future, Eise Eisinga esprime il desiderio di poterne osservare il maggior numero possibile – «finché sarà in vita». Per tornare a vedere ogni volta «come ogni eclisse di sole e di luna approva i suoi calcoli». E aggiunge poi in modo piuttosto criptico: «Fino alla fine.»

Non è ancora stato completato un intero ciclo lunare, e già sul compare una notizia allarmante: quattro pianeti e la Luna fra trenta giorni si raggrupperanno nella costellazione dell’Ariete. Sabato 9 aprile 1774 viene annunciata la pubblicazione di un libro il cui titolo praticamente coincide con il contenuto:

L’Apocalisse, niente di meno.

L’autore si firma «Amante della Verità»....



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