E-Book, Italienisch, 132 Seiten
Reihe: Capire con il cuore
Sand Troppo sensibile
1. Auflage 2017
ISBN: 978-88-590-1233-7
Verlag: Edizioni Centro Studi Erickson
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
Come fare dell'ipersensibilità la tua forza
E-Book, Italienisch, 132 Seiten
Reihe: Capire con il cuore
ISBN: 978-88-590-1233-7
Verlag: Edizioni Centro Studi Erickson
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
Ha conseguito un Master in Teologia presso l'Università di Aarhus con una tesi basata sulle opere dello psichiatra svizzero Carl Gustav Jung e del filosofo danese Søren Kierkegaard. Le opere di Jung e Kierkegaard hanno avuto un grande impatto anche sulla sua vita personale, professionale e sulla sua scrittura. Da molti anni offre consulenza a persone altamente sensibili, prima come pastore e poi come psicoterapeuta. Ilse Sand è autrice di 8 libri. Il suo primo libro Troppo sensibile: Come fare dell'ipersensibilità la tua forza è stato tradotto in 24 lingue.
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Capitolo secondo
Alti standard e bassa autostima
Regole personali
Non sempre ci rendiamo conto delle regole che ci siamo imposti. Magari sono quelle dei nostri genitori, magari ce le siamo create da soli a un certo punto della nostra esistenza.
Vivere secondo le regole è un po’ come mangiare con il cucchiaio. All’inizio dobbiamo imparare a farlo, pensando ai movimenti ed esercitandoci a tenerlo, girarlo e infilarlo in bocca. Ma una volta imparato, facciamo tutto in automatico, senza pensarci più.
Forse nella vita segui, senza nemmeno rendertene conto, delle regole apprese in passato di cui adesso non sei più consapevole. Il problema è che, nel frattempo, possono essere invecchiate e magari non sono più adatte.
Per gli ipersensibili stare a lungo insieme a tante persone può costituire una sfida. Se, in più, provi anche a conformarti a regole vecchie e rigide che magari risultano più severe di quelle che poni agli altri, ti sentirai presto stanco. A seguire, indico alcuni esempi di regole problematiche che ho riscontrato nei soggetti ipersensibili:
- in ogni situazione devo fare del mio meglio, anzi un po’ di più;
- devo fare in modo che gli altri non scoprano le mie debolezze;
- non devo essere egoista;
- devo prestare sempre attenzione alle persone che ho intorno e farle stare bene;
- non sta bene concentrarsi su se stessi in presenza di altri;
- non devo commettere errori.
Alti standard
Di solito, gli ipersensibili impongono a se stessi alti standard di bontà, ad esempio nei seguenti ambiti:
- disponibilità;
- ospitalità;
- accortezza;
- attenzione;
- premura;
- responsabilità;
- interesse verso gli altri.
Magari le regole ti impongono di dare praticamente sempre il cento per cento in tutti questi ambiti, altrimenti ti sentiresti inadeguato. In tal caso, avrai difficoltà sia a rilassarti sia a mettere dei paletti. Ogni volta che poni un limite, infatti, entri in conflitto con le tue regole di vita e con l’immagine che hai di te stesso.
Autostima e fiducia in se stessi
Possiamo distinguere autostima e fiducia in se stessi come segue:
- avere fiducia in se stessi significa fidarsi delle proprie capacità e azioni;
- avere autostima vuol dire percepire il proprio nucleo interiore e credere nella propria dignità.
È raro vedere qualcuno con un’alta autostima e al tempo stesso scarsa fiducia in sé. Chi sta bene con se stesso nella vita tende a trovare sfide adatte, da cui ricava successi adeguati.
La situazione contraria, invece, di qualcuno con una grande fiducia in sé e una bassa autostima, è piuttosto frequente. Gli individui con poca autostima cercheranno di compensare, impegnandosi più degli altri e diventando bravissimi nel proprio campo. Un bravo lavoratore può pure essere pienamente consapevole della propria competenza e imporsi spavaldo sul piano professionale, ma al tempo stesso sentirsi profondamente insicuro a livello personale e chiedersi se veramente gli altri lo apprezzino.
Perché molti ipersensibili hanno scarsa autostima
Solitamente, gli alti standard sono l’altra faccia della medaglia di una bassa autostima, perché sono concepiti come tentativo di compensazione. Meno ti ritieni degno di essere amato, più cercherai di attuare strategie compensative.
Diversi fattori possono essere causa della frequente mancanza di autostima nelle persone ipersensibili:
- siamo cresciuti in una clima intellettuale in cui non riusciamo a soddisfare le norme ideali di comportamento. Alcuni ipersensibili si sono sentiti rimproverare di avere un’indole difficile fin dall’infanzia.
La mamma mi diceva sempre che ero troppo sensibile.
Inger, 50 anni
- Alcuni di noi hanno causato, fin dalla nascita, problemi ai propri genitori, e loro se ne sono lamentati. Di certo ce ne siamo accorti. Ciò che un bambino più resistente non noterebbe in modo particolare, si può invece fissare nella coscienza di un piccolo ipersensibile come la spaventosa consapevolezza di risultare estenuante.
- Siamo bravissimi a fare autocritica. Parte della nostra strategia preferita, che consiste nel tentare di prevedere i problemi, ci può spingere a frugare nel nostro comportamento in cerca di aspetti criticabili. In tal caso preferiamo rimproverarci da soli piuttosto che rischiare di essere sorpresi dalle critiche altrui.
Se qualcuno mi critica, ci rimugino per tanto tempo. Anche se penso di avere ragione, continuo comunque a chiedermi se ci sia qualcosa di vero e mi ripeto che magari sono io a non sopportare le critiche.
Janne, 31 anni
- Spesso ci sobbarchiamo i pesi degli altri, assimilandoli fin dall’infanzia. Ne troviamo un esempio in questa testimonianza:
Ho sempre pensato che l’infelicità di mia mamma dipendesse da me. Mi vergognavo di non riuscire a fare sparire la sua depressione e pensavo di essere sbagliata.
Ida, 52 anni
Alti standard e bassa autostima sono interconnessi
Forse, a livello più o meno inconscio, ti è capitato di pensare qualcosa come: «Ho un carattere difficile ma, se faccio uno sforzo in più per piacere agli altri, non mi lasceranno solo». Sottinteso: «Se non faccio quello sforzo, resterò solo». Oppure: «In fondo, per come sono fatto, nessuno mi amerà mai; però, se mi impegno di più, mi sarà consentito aderire alla società». Sottinteso: «Se non mi impegno al massimo, sarò abbandonato da tutti».
Gli alti standard e la bassa autostima sono interconnessi. Se ti consideri indegno di essere amato e non metti in atto strategie di compensazione, a un certo punto ti renderai conto che la tua idea non regge. Non potrai fare a meno di imbatterti in persone che ti apprezzano per come sei. In questo modo, la realtà ti farà correggere la percezione sbagliata che hai di te stesso.
Se, invece, ponendoti alti standard e strategie di compensazione, vedi che qualcuno ti ama, non potrai sapere con certezza se ama te o la tua disponibilità. Così continuerai a considerarti indegno dell’amore. Anche se ti sentirai spesso amato nella vita, magari ti convincerai che l’amore degli altri è possibile soltanto grazie ai tuoi alti standard e non per quello che sei. Come quando chiesi a una paziente se pensava che la apprezzassi e lei rispose: «Sì, ma in fondo ti pago anche per quello».
Spesso i pazienti mi dicono: «Che bella sensazione averti pagata per venire da te, così non devo preoccuparmi di piacere o risultare interessante».
Sono in tanti a pagare per essere accettati dalla comunità. Si può pagare offrendo attenzione e aiuto oltre la norma. Se è quello che fai anche tu, non potrai mai sapere con certezza se gli altri amano ciò che sei o ciò che dai. In tal modo continuerai a nutrire la tua bassa autostima nonostante le esperienze positive.
Gli alti standard influenzano negativamente l’autostima anche in un altro modo, perché finirai continuamente per deludere te stesso. Sarai sfinito, perché ti sei imposto livelli troppo alti e, se in più hai anche una tendenza ad autocolpevolizzarti, cadrai facilmente vittima di un circolo vizioso (si veda la figura 2.1).
Il circolo vizioso
Fig. 2.1Esempio di un circolo vizioso.
Se hai standard molto alti, è fondamentale cercare di abbassarli. Altrimenti rischi di sovraccaricarti. Già solo il riflettere sulle regole di vita che ti sei prefisso è un buon inizio. E poi non resta che fare pratica. Se avrai il coraggio di infrangere le tue stesse regole, noterai per lo più che le temute catastrofi non avranno luogo, e ogni volta che l’esperienza ti dimostrerà che si può benissimo vivere anche senza imporsi standard così alti, rafforzerai il tuo lato meno perfezionista e più rilassato.
Infrangendo le regole e abbassando gli standard, ti accorgerai che la maggior parte delle persone — contrariamente a quanto temevi — continuerà a volerti bene ugualmente. Anzi, probabilmente ti sentirai perfino dire che ti trovano più rilassato, socievole e, di conseguenza, simpatico.
Sentire che puoi essere te stesso senza dover sempre dare o fare qualcosa influirà positivamente sulla tua autostima. Al tempo stesso, abbassare gli standard ti darà più energia per stare insieme agli altri. Così entrerai in un circolo virtuoso (si veda figura 2.2).
La difficoltà ad abbassare gli standard
Se per gran parte della tua vita hai dovuto pagare un caro prezzo, smettere di farlo può gettarti in uno stato di ansia. Puoi esercitarti un passo alla volta. Se sei abituato a dire sempre di sì quando ti chiedono aiuto, ogni tanto prova a dire di no. Puoi anche iniziare semplicemente limitando il tuo apporto solo un poco: «Sì, posso badare ai tuoi bambini, ma solo fino alle 21, perché poi ho un altro impegno».
In certi casi la paura di essere abbandonati adottando un simile atteggiamento può essere fondata. Non è impensabile che alcuni ti abbiano scelto proprio perché gli fa comodo un amico disponibile, attento e premuroso come te. Forse, se riduci il «servizio», queste persone perderanno interesse nei tuoi confronti.
Prima di iniziare tale percorso, è importante capire se sei pronto...




