Mozart / Ponte | Don Giovanni | E-Book | www2.sack.de
E-Book

E-Book, Deutsch, 150 Seiten

Mozart / Ponte Don Giovanni

Die Opern der Welt
1. Auflage 2012
ISBN: 978-3-8496-0122-5
Verlag: Jazzybee Verlag
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark

Die Opern der Welt

E-Book, Deutsch, 150 Seiten

ISBN: 978-3-8496-0122-5
Verlag: Jazzybee Verlag
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark



Dies ist das Libretto zur Oper Don Giovanni. Genießen Sie zum Klang Ihrer Lieblingsoper die Original-Texte auf Ihrem Bildschirm. Einzelne Akte und, falls mehrsprachig, Sprachen lassen sich über das Inhaltsverzeichnis auswählen.

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Atto secondo.


Scena. I.

Strada D. Giovanni, Leporello.

D. GIOVANNI.

Eh via buffone,

Non mi seccar

LEPORELLO.

No no padrone

Non vo restar?

D. GIOVANNI.

Sentimi amico:

LEPORELLO.

Vo andar vi dico.

D. GIOVANNI.

Ma che ti ho fatto,

Che vuoi lasciarmi?

LEPORELLO.

Oh niente affatto!

Quasi ammazzarmi!

D. GIOVANNI.

Va che sei matto:

Fù per burlar.

LEPORELLO.

Ed io non burlo,

Ma voglio andar.

Va per partire D. Giovanni lo richiama.

D. GIOVANNI.

Leporello.

LEPORELLO.

Signore.

D. GIOVANNI.

Vien qui, facciamo pace: prendi.

LEPORELLO gli dà del danaro.

Cosa?

D. GIOVANNI.

Quattro doppie.

LEPORELLO.

Oh sentite

Per questa volta ancora

La cerimonia accetto:

Ma non vi si avvezzaste; non credeste

Di sedurre i miei pari,

Come le donne, a forza di danari.

D. GIOVANNI.

Non parliam piu di cio! ti basta l'animo

Di far quel ch' io ti dico?

LEPORELLO.

Purchè lasciam le donne,

D. GIOVANNI.

Lasciar le donne! pazzo,

Lasciar le donne? sai ch'elle per me

Son necessarie più del pan che mangio,

Più dell'aria che spiro!

LEPORELLO.

E avete core

D'ingannarle poi tutte?

D. GIOVANNI.

E' tutto amore.

Chi a una sola è fedele

Verso l' altre è crudele; io che in me sento

Si esteso sentimento,

Vo bene a tutte quante:

Le donne poi che calcolar non sanno

Il mio buon natural chiamano inganno.

LEPORELLO.

Non ho veduto mai

Naturale più vasto, e più benigno.

Orsù cosa vorreste?

D. GIOVANNI.

Odi, vedesti tu la cameriera

Di D. Elvira?

LEPORELLO.

Io no.

D. GIOVANNI.

Non hai veduto

Qualche cosa di bello,

Caro il mio Leporello: ora io con lei

Vo tentar la mia sorte; ed ho pensato

Già chè siam verso sera,

Per aguzzarle meglio l' appetito

Di presentarmi a lei col tuo vestito.

LEPORELLO.

E perchè non potreste

Presentarvi col vostro?

D. GIOVANNI.

Han poco credito

Con gente di tal rango

Gli abiti signorili.

Si cava il propria abito, e si mette quello di Leporello.

Sbrigati via.

LEPORELLO con collera: Leporello si mette l'abito di D. Giovanni.

Signor ... per più ragioni ...

D. GIOVANNI.

Finiscila, non soffro opposizioni.

Scena. II.

Si fa notte a poco a poco.

D. Giovanni, Leporello, D. Elvira alla finestra.

D. ELVIRA.

Ah taci ingiusto core

Non palpitarmi in seno;

E' un empio, è un traditore,

E' colpa aver pietà.

LEPORELLO.

Zitto; di D. Elvira

Signor la voce io sento:

D. GIOVANNI.

Cogliere io vo il momento,

Tu fermati un po là!

D. Giovanni si mette dietro Leporello e parla a D. Elvira.

Elvira, idolo mio ...

D. ELVIRA.

Non è costui l'ingrato?

D. GIOVANNI.

Si vita mia, son io,

E chieggo carità.

D. ELVIRA, LEPORELLO.

Numi che strano effetto,

Mi si risveglia in petto!

State a veder la pazza,

Che ancor gli crederà.

D. GIOVANNI.

Discendi, o gioja bella:

Vedrai che tu sei quella,

Che adora l'alma mia,

Pentito io sono già

D. ELVIRA.

No non ti credo o barbaro!

D. GIOVANNI con affettato dolore.

Ah credimi, o m'uccido!

LEPORELLO a D. Giovanni.

Se seguitate io rido.

D. GIOVANNI.

Idolo mio, vien quà.

D. ELVIRA ognuno a parte.

Dei! che cimento è questo?

Non so s'io vado, o resto?

Ah proteggete voi

La mia credulità.

D. Elvira parte dalla finestra.

LEPORELLO.

Già quel mendace labro

Torna a sedur costei:

Deh proteggete o Dei

La sua credulità!

D. GIOVANNI.

Spero che cada presto!

Che bel colpetto è questo?

Più fertile talento

Del mio no non si dà.

D. GIOVANNI allegrissìmo.

Amico, che ti par?

LEPORELLO.

Mi par che abbiate

Un' anima di bronzo.

D. GIOVANNI.

Va là che se' il gran gonzo! ascolta bene

Quanto costei quì viene

Tu corri ad abbraciarla,

Falle quattro carezze

Fingi la voce mia: poi con bell' arte

Cerca teco condurla in altra parte ...

LEPORELLO.

Ma signor ...

D. GIOVANNI.

Non più repliche.

LEPORELLO.

E se poi mi conosce?

Mette presso il naso una pistola a Leporello.

D. GIOVANNI.

Non ti conoscerà se tu non vuoi.

Zitto: ell' apre: ehi giudizio.

D. Giovanni In dispar.

Scena. III.

I. sud. D. Elvira.

D. ELVIRA.

Eccomi a voi.

D. GIOVANNI.

Veggiamo che farà.

LEPORELLO.

(Che bell'imbroglio!)

D. ELVIRA.

Dunque creder potrò che i pianti...



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