Mascagni / Maffei | William Ratcliff | E-Book | www2.sack.de
E-Book

E-Book, Deutsch, 120 Seiten

Mascagni / Maffei William Ratcliff

Die Opern der Welt
1. Auflage 2012
ISBN: 978-3-8496-0103-4
Verlag: Jazzybee Verlag
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark

Die Opern der Welt

E-Book, Deutsch, 120 Seiten

ISBN: 978-3-8496-0103-4
Verlag: Jazzybee Verlag
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark



Dies ist das Libretto zur Oper William Ratcliff. Genießen Sie zum Klang Ihrer Lieblingsoper die Original-Texte auf Ihrem Bildschirm. Einzelne Akte und, falls mehrsprachig, Sprachen lassen sich über das Inhaltsverzeichnis auswählen.

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Quadro quarto


Castello di Mac-Gregor.

Camera illuminata. Nel mezzo, un gabinetto coperto da tende. Musica da ballo e risa di fanciulle in qualche distanza.

Scena prima.

Maria abbigliata da sposa e Margherita.

MARIA.

O buon Dio, quale angoscia!

MARGHERITA.

Il giustapetto

N' è la cagion. Vien qui, fanciulla mia,

Voglio spogliarti.

MARIA.

Oppresso ho il cor.

MARGHERITA.

Bell'uomo

Gli è pur quel conte Dugla!

MARIA si rasserena e sorride.

È tal; poi gajo,

Affabile ... ed un uomo!

MARGHERITA.

Innamorata

Ne saría la mia bimba?

MARIA.

Innamorata?

Innamorata? Scioccheria! Non basta

Sapersi compatir?

MARGHERITA.

Però non sempre

Parlava ella così, quando Guglielmo ...

MARIA le chiude la bocca.

Oh ti prego! ti prego! Il tristo nome

Non pronunciarmi. È notte, è tardi ...

MARGHERITA.

Allora

N'era, sì! la mia bimba innamorata!

MARIA.

No! no! D'indole dolce e mansueta

Da prima egli parea; parea che noto

Mi fosse il volto suo; soave m'era

Il suon di quella voce, e ne venía

Quasi un senso di ben sulle mie guancie

Dal suo respiro; e gli occhi ... oh come cari,

Come buoni, giocondi a me volgea!

Presa da subito raccapriccio.

Ma di colpo mutarmisi lo vidi

In uno spettro: attonito, soffuso

Del pallor d'un estinto, insanguinato,

E così furibondo, e minaccioso

Così, come trafiggermi volesse.

Quasi egual mi sembrava a quel fantasma

In volto d'uom che spesso io veggo in sogno

Tendermi le sue braccia, e tener fissi

Gli occhi in me lungamente, e con tal foga

D'amor, che tutta abbrividir mi sento,

Finch'io medesma, in vana aerea forma

Conversa, a lui le nebulose braccia

Apro e tendo così.

MARGHERITA.

Tu mi somigli

A tua povera madre; un nulla anch'essa

Impermalia, sebben come una micia,

Cotta, impazzita di Ratcliff.

MARIA.

La madre

Mia? ...

MARGHERITA.

D'Edvardo Ratcliff, che di Guglielmo

Fu il padre. E bella, bella era tua madre,

E chiamata venía, per la sua grande

Beltà, la Bella-Elisa. Avea capelli

D'oro puro, avea mani d'alabastro,

Occhi ... Edvardo il sapea s'erano belli,

Che, quanto è lungo il dì, li vagheggiava,

E i suoi per poco vi struggea. Nel canto

Era un vero usignuolo, e quando al foco

Canta.

»– Perchè rossa di sangue è la tua spada,

Edvardo? Edvardoa cantar si mettea,

Non fiatava la cuoca, e ognor l'arrosto

Le si bruciava ... Oh mai, mai non avesse

Imparata da me quella canzone!

Piange.

MARIA.

Narrami, Rita mia.

MARGHERITA.

La Bella-Elisa

Sola nella sua camera sedea,

E cantava:

Canta.

»– Perchè rossa di sangue

È la tua spada, Edvardo? Edvardo – In quella,

V'entrò d'un salto Edvardo, e scuro in faccia

Sul tono istesso la canzon riprese:

Canta.

Uccisa ho la mia cara! Oh, la mia cara

Era pur bella! – D'un tal raccapriccio

Fu colta allor la madre tua, che mai,

Mai più quell'infelice e fiero Edvardo

Veder non volle; e, a crescergli dispetto,

Mac-Gregorio sposò. La rabbia trasse

Di senno Edvardo, ed a mostrar che lieve

Eragli abbandonar la Bella-Elisa,

Per gusto disperato in sacro nodo

Si legò con Ginevra, una figliuola

Di lord Campello, e quel Guglielmo è figlio

D'unïon così pazza.

MARIA.

Oh sventurata

Madre mia!

MARGHERITA.

Ma d'un capo era tua madre

Ben caparbio e tenace. Intero un anno

Passò senza che mai d'Edvardo il nome

Sul labbro le suonasse. Allor che venne

L'altro ottobre però, nel giorno appunto

Che d'Edvardo, cred' io, portava il nome,

»– Rita! – come per caso ella mi chiese –

Non sai nulla d'Edvardo – »Io so che in moglie

Prese la figlia di Campel – »Ginevra

Campel? ...« la Bella-Elisa allor proruppe,

E pallida in un tempo ed infiammata

Si fece, ed a versar più d'un'amara

Lagrima incominciò. Su' miei ginocchî

Teneati in quel momento, ed eri appena

Nel terzo mese, e a piangere tu pure,

Bimba mia, ti mettevi: ed io, che voglia

Mi sentía d'addolcir colle mie ciancie

Il pianto di tua madre, a raccontarle

Mi feci, che oblïar la Bella-Elisa

Edvardo non potea, che giorno e notte

Far la ronda al castel celatamente

Era veduto, e levar con affetto

Doloroso le braccia al suo balcone.

»Oh da tempo io lo so!« la Bella-Elisa

Rispose, ed affacciatasi di volo

Al balcon, verso Edvardo il braccio stese.

Ahi! quanto ella mal fece! In quell'istante

Mac-Gregorio ciò vide, il tuo geloso

Padre ...

Interrompe atterrita.

MARIA.

Or ben! Non finisci?

MARGHERITA.

Ho già finito.

MARIA.

Segui, segui!

MARGHERITA angustiata.

Vicino al vecchio muro

Del castello, il mattin dell'altro giorno

Giacea privo di vita il sanguinoso

Corpo d'Edvardo.

MARIA.

...



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