Malatesta | Avanti Savoia | E-Book | www2.sack.de
E-Book

E-Book, Italienisch, 388 Seiten

Reihe: Archivio Storia

Malatesta Avanti Savoia

Vittorio Emanuele III da principe a re soldato nelle memorie del suo aiutante di campo Francesco Degli Azzoni Avogadro
1. Auflage 2025
ISBN: 979-12-5649-187-2
Verlag: Mattioli 1885
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark

Vittorio Emanuele III da principe a re soldato nelle memorie del suo aiutante di campo Francesco Degli Azzoni Avogadro

E-Book, Italienisch, 388 Seiten

Reihe: Archivio Storia

ISBN: 979-12-5649-187-2
Verlag: Mattioli 1885
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark



Il libro racconta la figura di Vittorio Emanuele da fine '800, quando giovane principe ereditario a Napoli, fu formato alla carriera militare e alla sua vita da Re d'Italia attraverso il racconto del suo giovane ufficiale d'ordinanza Francesco degli Azzoni Avogadro che gli fu sempre a fianco anche durante il primo decennio del '900, nelle varie visite ufficiali a Roma e all'estero fino ad arrivare alla 1ª guerra mondiale. Nel corso del conflitto, attraverso il diario dell'aiutante di campo ed altre testimonianze viene messo in luce il ruolo del Sovrano durante i momenti difficili della guerra. Non solo visite al fronte per Vittorio Emanuele III per essere vicino ai soldati in prima linea, ma anche gli incontri a Villa Italia con alte personalità civili e militari italiane ed alleate e momenti di vita familiare per il Re con la Regina Elena e i figli.

Leonardo Malatesta, nato nel 1978, Dottore in Storia presso l'Università di Venezia. Consigliere Scientifico dell'Istituto Italiano dei Castelli e Consulente storico per il comune di Affi per la valorizzazione di West Star. Studia la storia militare italiana del periodo contemporaneo. Collabora con varie riviste storiche. Autore di vari libri e saggi. Tra i suoi ultimi lavori possiamo ricordare, Il Comandante Dionigi Superti. La divisione partigiana Valdossola e la guerra di liberazione tra l'Ossola e il Ticino, 2019; L'impresa di Fiume. D'Annunzio e i suoi legionari in Dalmazia dal 1919 al 1920, 2019; West Star. Affi Centro Strategico della Guerra Fredda, 2018. www.leonardomalatesta.it
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Capitolo 2

Vittorio Emanuele Re d’Italia

1. Gli ultimi anni di carriera militare di Francesco degli Azzoni Avogadro

Finito il periodo a Napoli Francesco degli Azzoni Avogadro fu trasferito al reggimento Cavalleggeri Vicenza. Da allora in poi, come segno distintivo della sua appartenenza alla Casa Militare di Casa Savoia, l’ufficiale, sopra le stellette ebbe la corona.

Il 16 agosto 1895 degli Azzoni fu nominato Aiutante Maggiore in 1ª del reggimento con sede a Bologna.

Il 1° giugno 1902, in seguito a sua richiesta, venne collocato in posizione di ausiliario. Fu una decisione molto difficile da comprendere perché il capitano trevigiano amava la vita militare e i rapporti con i superiori erano molto buoni, soprattutto con il comandante, colonnello Pirozzi che aveva spostato la contessa Bice Bettoni appartenente ad una famiglia nobile bresciana legata da profonda amicizia con i degli Azzoni Avogadro.

Non si capisce il motivo di questa scelta, ma si può ipotizzare che dopo 12 anni come capitano non venendo promosso al grado superiore decise di lasciare la divisa. Pur avendo una stretta amicizia con il Re non volle chiedergli aiuto, considerando questa scelta una cosa privata.

Nella lettera inviata ai suoi superiori Francesco degli Azzoni Avogadro parla esclusivamente di motivazioni personali116.

Il 17 aprile, la Commissione che giudicò in modo favorevole la sua richiesta di transitare in ausiliaria, scrive così:

“Perfettamente idoneo al servizio ausiliario. Idoneo per commissioni di esami presso scuole militare, per riviste quadrupedi requisibili. Per servizi presso Consigli di Leva e presso tutti i servizi indicati da lettera d.

Possiede inoltre le migliori qualità per comando di reggimento in campagna e per quello di Deposito.

Per le sue doti di tatto e riservatezza è specialmente indicato per qualsiasi servizio di carattere delicato”117.

La sua carriera militare era stata molto buona. È utile analizzare gli specchi caratteristici degli anni precedenti, contenenti i vari giudizi dei superiori. Il primo ritrovato nel suo archivio è datato 1892. Le qualità fisiche erano le seguenti:

“Statura m. 1,63. Possiede tutte le qualità necessarie per un ufficiale di Cavalleria. Affetto da cataratta all’occhio sinistro. Cavalca bene e con passione.

b) Qualità morali e militari. D’indole aperta e moderata. Di carattere franco e leale e conciliante. Di perfetta educazione. Di sentimento militare elevato e giusto.

c) Qualità intellettuali e cultura. Di provata intelligenza – Non si applica con speciale amore a studi particolari – Di non comune cultura sia militare che generale.

d) Contegno in servizio e nella vita privata. Adempie con esattezza, zelo ed intelligenza ai propri doveri. Inappuntabile nel modo come si comporta nella vita privata.

e) Giudizio complessivo e idoneità all’avanzamento.

1° Adempisce in modo ineccepibile le funzioni del proprio grado e dell’attuale carica, e dette note caratteristiche degli anni scorsi risulta che «ha tutta l’attitudine per adempire alle funzioni del proprio grado in qualunque circostanza di pace e di guerra».

2° Si giudica meritevole di avanzamento a suo turno.

3° Non risulta che abbia doti speciale per l’avanzamento a scelta.

4° Ottimo ufficiale”118.

Nel 1897 fu confermato il giudizio119.

Nel 1900, in ulteriore valutazione, fu evidenziato che Francesco era un ottimo tiratore al bersaglio in particolare utilizzando le armi portatili a cavallo120.

Anche per l’anno successivo nelle note caratteristiche i suoi superiori ebbero parole di elogio per l’ufficiale trevigiano sostenendo che svolse il suo compito di 1° Aiutante maggiore del reggimento in modo inappuntabile ed anche che si distinse durante le manovre di cavalleria a Pordenone121 con le funzioni di Aiutante di campo di brigata122.

Il giorno del suo collocamento in ausiliaria gli scrisse una lettera il generale Luigi Majnoni di Intignano, Comandante del 6° Corpo d’armata, con sede a Bologna.

“Antico Ispettore dell’Arma sono in grado di apprezzare i lodevoli servigi prestati dalla S.V. e di deplorare che il lungo attendere l’abbia deciso a separarsi dal suo Reggimento, dove prima aveva saputo addestrare uno squadrone modello, e poi fungere da aiutante maggiore con tatto e saggezza non comune.

Nutro speranza che nella nuova posizione di congedo Ella si ispirerà i nobili sentimenti che la contraddistinsero durante l’attività che non verrà meno in Lei l’attaccamento per il R. Esercito, la cui famiglia rimane ascritto con vantaggio della patria e del Re. Valga questo attestato di stima del suo comandante di Corpo d’Armata a renderle meno amaro il distacco dai suoi camerati”123.

Il capitano di cavalleria, scrisse al generale Ugo Brusati124, 1° Aiutante di Campo del Re, per comunicare a lei e al Sovrano la notizia della conclusione della sua vita militare.

“Eccellenza Brusati,

Nell’atto di lasciare definitivamente il servizio attivo, per ritirarmi a Treviso, il mio pensiero si volge riverente a SM. il Re con sempre viva riconoscenza per le molteplici prove avute della sua Augusta benevolenza. Nel distaccarmi per sempre del mio Reggimento e dalla mia vecchia e gloriosa Arma sento un vero dolore che la lunga permanenza in essa e le ottime relazioni coi miei camerati, maggiormente manifestatesi in questi giorni, rendono ancora più vivo.

Mi lusingo anzi che nell’animo Augusto di S.M., sempre proclivo a mio favore, riuscirà gradito il conoscere in questi giorni da colleghi e da superiori, io debba aggiungere una lettera ufficiali indirizzatemi dal mio comandante di Corpo d’Armata che le suo tenore conserverà come uno dei più lusinghieri e graditi ricordi della mia vita di Reggimento.

Nel pregare V.E. a volersi rendere benigno interprete presso S.M. il Re dei miei sentimenti di devozione e di omaggio, alla sua Persona ed alla Reale Famiglia, la prego pure a voler gradire le mie sincere congratulazioni per la recente nomina all’altissima carica, mentre con la più alta considerazione ho l’onore di confermarmi di V.E.”125.

Il capitano rese anche omaggio alla Regina Madre Margherita, scrivendo al conte Ferdinando Guiccioli, suo Gentiluomo di onore e molto amico di Avogadro.

“Caro Guiccioli, ho chiesto ed ottenuto il mio collocamento in servizio ausiliario e nell’atto di lasciare il mio Reggimento e la mai vecchia e gloriosa Arma nella quale ho passato gli anni più belli della mia giovinezza, rivolgo il mio pensiero reverente a S.M. la Regina Margherita con sentimenti di particolare devozione e riconoscenza.

Non dimenticherò mai gli attestati ricevuti dalla Sua Augusta benevolenza e nel mio cuore vivrà sempre rigoglioso quel culto alla Sua Augusta Persona ed alla Reale Famiglia che con sentimenti di vera devozione coltiverò sempre nell’animo dei miei nipoti perché crescano con sentimenti degni del loro vecchio ed onorato e dell’avita tradizione, Ti prego, caro Guiccioli, di farti benigno interprete dei miei sentimenti di omaggio verso la graziosa Regina alla quale auguro il compimento di ogni suo desiderio ed una vita lunga sempre allietata il più lungamente possibile all’amore del paese.

Addio, caro Guiccioli con mille cordiali saluti credimi ti prego”126.

Ci fu la risposta del conte, dopo poco tempo, il 19 giugno dal Castello di Racconigi.

“Caro amico,

Ho ricevuto la carissima tua del 17 corrente ed ho dato partecipazione all’Augusta Regina Madre della decisione da te presa. L’Augusta Madre è dispiacente che l’Armata perda in te uno dei suoi migliori elementi. L’Augusta Madre poi fu vivamente commossa anche dalle espressioni e dai sentimenti manifestati in questa per te solenne circostanza”127.

L’amicizia con Vittorio Emanuele non si esaurì con la fine dell’incarico di ufficiale d’ordinanza ma continuò attraverso varie lettere.

Il 4 marzo 1895 l’erede al trono scrisse una lettera al suo capitano:

“Carissimo Capitano,

Mille grazie per le Sue buone righe di Sabato. Speriamo bene per il mese di Maggio, intanto non so come ringraziarLa per la bontà che ha di ricordarsi delle mie monete. Sono molto contento che il mio ritratto le abbia potuto far piacere. Qui non vi è nulla di nuovo, salvo che piove sempre e che

questa mattina, tanto per cambiare, nevica. Credo di andare a Roma domani sera. Le mie monete sono oggi n. 9658 di cui 1034 in oro.

Di nuovo, Carissimo Avogadro, mille e mille grazie.

Creda. La prego, a tutta l’affezione del Suo aff.mo

V.E.di Savoia”128.

Il giorno dopo nuova lettera del Principe:

“Carissimo Capitano,

Un’ora fa ho avuto le Sue buone righe, e subito Le rispondo.

Lei è un angelo, ecco tutto!!

Gliel’ho detto tante volte quando avevo la fortuna di averLa presso di me e lo ripeto ora per scritto!! In Italia nessuno ha una serie completa di Casa Pescara – io ho solo lo scudo “DOMINUS REGIT ME ANNO 1706” ma anche questa moneta mia è in...



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