Hitchens | La posizione della missionaria | E-Book | www2.sack.de
E-Book

E-Book, Italienisch, 109 Seiten

Reihe: Indi

Hitchens La posizione della missionaria

Teoria e pratica di Madre Teresa
1. Auflage 2018
ISBN: 978-88-3389-021-0
Verlag: minimum fax
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark

Teoria e pratica di Madre Teresa

E-Book, Italienisch, 109 Seiten

Reihe: Indi

ISBN: 978-88-3389-021-0
Verlag: minimum fax
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark



Christopher Hitchens - indimenticato autore di controversi saggi in cui ha applicato la sua vena di libero pensatore iconoclasta a personaggi come Henry Kissinger, Bill Clinton e Lady Diana - propone in questo libro un'insolita analisi della figura di Madre Teresa di Calcutta, rafforzata dalle testimonianze affidabili e ben documentate di alcune ex infermiere della missionaria di origine albanese, nonché di un autorevole medico (Robin Fox, direttore di una delle più importanti riviste mediche del mondo, The Lancet) che visitò una delle sue case di cura. Hitchens sottopone all'attenzione del lettore gli aspetti più contraddittori dell'attività della religiosa e mette in discussione, in maniera coraggiosa e politicamente scorretta, l'«etica della sofferenza» che ne è alla base.

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INTRODUZIONE


Mentre scrivo, ho sul tavolo una vecchia copia di [L’Assalto]. È, o più precisamente era, un organo propagandistico del dispotismo personale di Jean-Claude Duvalier di Haiti. Figlio smisuratamente grasso, gozzuto e stupido di un padre tanto magro quanto spietato e intelligente (Jean-François «Papa Doc» Duvalier), il corpulento delfino era conosciuto da tutti, e con suo evidente imbarazzo, come «Baby Doc». Nel tentativo di salvare un po’ di dignità e di affermare un’identità distinta da quella paterna, recava il sottotitolo .

Ma il fatto di evitare il più accurato «Duvalierismo», non servì ad altro che a sottolineare quell’impressione di repubblica delle banane, di culto dinastico che cercava di dissipare. Sotto il titolo appare un uccello ridicolo, una specie di piccione grassissimo e quasi incapace di volare, ma che dovrebbe chiaramente rappresentare una colomba, a giudicare dal ramoscello d’ulivo stilizzato che stringe nel becco. Sotto l’obbrobrioso volatile campeggia a grandi lettere un motto in latino, , che sembra negare le intenzioni pacifiche ed erbivore del logo. I primi simboli cristiani, come la croce o il pesce, recavano talvolta questa iscrizione. L’ho vista su libelli che esibivano altri geroglifici e altri feticci, come la svastica. Certo è che nessuno riuscirebbe a conquistare qualcosa sotto un vessillo raffigurante l’emblema qui riprodotto.

All’interno, accanto a un lungo e adorante resoconto dell’anniversario di nozze del pingue primo cittadino di Haiti e della sua celebre sposa, Michèle Duvalier, c’è una grande fotografia. Ritrae Michèle, dignitosa, tranquilla ed elegante nella sua veste di guida dell’élite bianca e creola di Haiti. I suoi polsi ingioiellati sono trattenuti in una stretta affettuosa da un’altra donna, che le rivolge uno sguardo pieno di rispetto e deferenza. Accanto alla foto è citata anche una frase di questa altra donna, chiaramente convinta che i suoi gesti adulatori non bastino, e che sia necessario rafforzarli con le parole: « mais aussi par des actions concrètes et tangibles».1 La vicina pagina di cronaca rosa riprende l’invocazione, con il titolo: « »2

Lo sguardo indugia sulla foto: la donna che si profonde in questi copiosi elogi è la stessa che milioni di persone conoscono con il nome di Madre Teresa di Calcutta. Numerose domande si accavallano nella mente. In primo luogo, è possibile che si tratti di un fotomontaggio? È possibile che gli scaltri cronisti di abbiano trasformato un’ignara straniera in un’ospite sfruttata, mettendole le parole in bocca, ponendola in una posizione vulnerabile? A quanto pare, la risposta è negativa, perché questo numero è datato gennaio 1981, ed esiste un filmato dello stesso anno di Madre Teresa in visita ad Haiti. Nel filmato, apparso nel programma di attualità della CBS , Madre Teresa sorride alla telecamera e dice, a proposito di Michèle Duvalier, che per quanti re e presidenti avesse incontrato nella sua vita, non aveva «mai visto la povera gente mostrarsi tanto in confidenza con il proprio capo di Stato come con lei. È stata una bella lezione per me». In cambio di questo e altri favori, a Madre Teresa fu assegnata la Legion d’onore haitiana. E la sua testimonianza semplice, che celebrava calorosamente la coppia regnante, fu trasmessa dalla televisione di Stato tutte le sere per almeno una settimana. A quel che risulta, non ci sono state proteste per questo filmato da parte di Madre Teresa (che sa rendere le sue opinioni molto accessibili), tra l’epoca dell’assegnamento dell’onorificenza e il momento in cui la popolazione di Haiti acquistò una tale «confidenza» con Jean-Claude e Michèle che la coppia ebbe a mala pena il tempo di riempire le valigie con il Tesoro Nazionale prima di fuggire per sempre in Costa Azzurra.

Prendono corpo anche altre domande, le quali toccano tutte questioni come la santità, la modestia, l’umiltà e la dedizione ai poveri. A parte tutto il resto, che ci faceva Madre Teresa a Port au Prince, a disposizione dei fotografi e presente a consegne ufficiali di onoreficenze insieme all’oligarchia locale? Insomma, che ci faceva mai ad Haiti? Il mondo ha bisogno di immaginarla in un atteggiamento di angosciata ma volontaria sottomissione, mentre lava i piedi ai poveri di Calcutta. La politica non è il suo vero mestiere, e tantomeno a mezzo mondo di distanza, in un’arroventata dittatura dei Caraibi. Per molti anni Haiti è stata giustamente rinomata come il luogo dove i miseri del mondo ricevono il trattamento più crudele e capriccioso. Inoltre, è risaputo che questo fatto non è dovuto a calamità naturali o a una malasorte immutabile. L’isola è stata nelle mani di una classe rapace particolarmente insensibile e avida, che è ricorsa alla forza spietata per tenere i poveri e i diseredati al loro posto.

Diamo ancora un’occhiata alla fotografia delle due donne sorridenti. In termini di idee invalse su Madre Teresa, non . L’immagine e l’intuito sono tutto, e coloro che ne sono in possesso hanno la capacità di determinare il proprio mito, e di essere valutati in base ai loro parametri. Azioni e parole sono giudicate in base alle reputazioni, e non viceversa. Perciò, tenete la foto sotto la luce per un momento, e cercate di ricavare un’impressione del «negativo». È possibile che il bianco e nero rovesciato racconti anziché una storia grigia una più vera?

Mentre scrivo ho sotto gli occhi anche una fotografia di Madre Teresa in piedi, gli occhi umilmente abbassati, in atteggiamento amichevole accanto a un signore noto come John-Roger. A prima vista, se la si guarda distrattamente, sembra che si trovino in un quartiere povero di Calcutta. Ma uno sguardo più attento rivela chiaramente che le figure di derelitti sullo sfondo sono state aggiunte a mo’ di scenografia. La foto è un falso, così come, per inciso, è falso John-Roger. Capo del culto noto talvolta con il nome di «Insight», ma più precisamente come MSIA (Movement of Spiritual Inner Awareness [Movimento di Consapevolezza Spirituale Interiore], che si pronuncia «Messia»), è un impostore di calibro iperbolico. Probabilmente meglio conosciuto dal grande pubblico per il suo rapporto lucroso con Arianna Stassinopoulos-Huffington – il cui marito, Michael Huffington, spese quarantadue milioni di dollari del patrimonio ereditario personale nel tentativo fallito di aggiudicarsi un seggio al Senato in California – John-Roger ha ripetutamente sostenuto di essere, e di possedere, una «coscienza spirituale» superiore a quella di Gesù Cristo. È difficile giudicare una simile affermazione. Tuttavia, si potrebbe pensare che sia blasfema per la mentalità semplice di Madre Teresa. Eppure, eccola là, che gli tiene compagnia e gli presta il lustro del proprio nome e della propria immagine. Il MSIA, va precisato, è stato ripetutamente denunciato nero su bianco come un’organizzazione corrotta e fanatica, e – nell’elenco della Cult Awareness Network3 – figura come «estremamente pericolosa».

Si scopre che la fotografia contraffatta immortala un evento importantissimo: l’accettazione, da parte di Madre Teresa, di un assegno di diecimila dollari, sotto forma di Premio Integrità donato da John-Roger in persona, un uomo che era giunto a comprendere la propria divinità dopo una visionaria operazione ai reni. Senza dubbio gli apologeti di Madre Teresa avranno la difesa a portata di mano. La loro eroina è troppo innocente per scorgere la disonestà negli altri. D’altra parte diecimila dollari sono diecimila dollari e, come diceva spesso Lenin (citando Giovenale), : il denaro non ha odore. Quindi, quale scelta più naturale per lei che lasciare ancora una volta Calcutta, arrivare fino a Tinseltown e condividere la sua aura con un guru che proclamava di eclissare nientemeno che il Redentore? Sorprenderemo Madre Teresa in compagnia di svariati altri imbroglioni, truffatori e sfruttatori, via via che questo modesto racconto andrà avanti. A che punto – i suoi apologeti vorranno concedersi questa leggera sfumatura di scetticismo – un’associazione del genere cessa di essere casuale?

Un’ultima serie di fotografie chiude la nostra cartella. Ammirate Madre Teresa in atteggiamento devoto, in mezzo a Hillary Rodham Clinton e Marion Barry, mentre apre un centro adozioni con otto posti letto nei sobborghi di Washington. Questo è un gran giorno per Marion Barry, che ha portato la capitale nell’estrema povertà e nella corruzione, e che copre la propria nudità imponendo l’obbligo di recitare preghiere nelle scuole. È anche un gran giorno per Hillary Rodham Clinton, la quale ha distrutto praticamente da sola una coalizione per l’assistenza sanitaria nazionale che aveva impiegato un quarto di secolo a formarsi e a maturare.

L’occasione per questa foto di gruppo, scattata il 19 giugno 1995, era nata nel marzo precedente, quando la First Lady aveva fatto il giro del subcontinente indiano. Molly Moore, l’acuta cronista del che seguì il viaggio, spiegò chiaramente nei suoi pezzi che la visita era in stile corazzata Potemkin:

Ieri, quando il corteo d’automobili di Clinton ha attraversato la campagna pakistana, una lunga recinzione di stoffa sgargiante lo riparava da un’estesa e...



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