E-Book, Italienisch, 244 Seiten
Harris Se il mondo ti crolla addosso
1. Auflage 2024
ISBN: 978-88-590-2858-1
Verlag: Edizioni Centro Studi Erickson
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
Imparare a veleggiare tra le ondate della vita
E-Book, Italienisch, 244 Seiten
ISBN: 978-88-590-2858-1
Verlag: Edizioni Centro Studi Erickson
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
Russ Harris Medico e psicoterapeuta specializzato in gestione dello stress. Dopo avere usato i principi dell'Acceptance and Commitment Therapy (ACT) per superare i suoi problemi di ansia, si occupa ora di formare persone e professionisti della salute mentale all'uso delle tecniche dell'ACT per risolvere un'ampia gamma di difficoltà psicologiche e migliorare la qualità della vita. Vive a Melbourne, Australia. Giovambattista Presti Medico, psicoterapeuta e professore ordinario di Psicologia generale presso l'Università di Enna «Kore». È past president dell'Association for Contextual Behavioral Sciences e peer review trainer ACT. È autore di numerosi articoli scientifici e volumi su ABA, ACT e RFT.
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Presentazione all’edizione italiana
Questo libro è la seconda edizione di un viaggio in cui Russ Harris ci aveva accompagnato dieci anni fa. Un viaggio nei nostri «scarti di realtà», nella differenza fra ciò che abbiamo idealizzato possa essere la vita e quello che realmente succede. La nostra mente valuta, confronta, giudica non solo cose che esistono ed eventi accaduti, ma anche cose che non esistono ed eventi idealizzati. E ho trovato utile, con i miei pazienti, parlare di scarti di realtà riferendomi a ciò che essa ci propone quando fa questi confronti. In quei casi, può anche capitare che la nostra mente faccia a cazzotti. E appunto fa a cazzotti perché la realtà pensata non è quella che si giudica vissuta. Sono cazzotti fra pensieri, opinioni, che talvolta hanno poco a che fare con la realtà, così com’è. La nostra mente è anche un giudice implacabile ed emette sentenze definitive, senza alcuna possibilità di revisione. Russ Harris ci accompagna in questo viaggio fra le differenze che la nostra mente ci suggerisce e che ci provocano reazioni di dispiacere, rabbia, acredine, dolore, sofferenza.
Chi avesse letto la prima edizione sappia che il treno su cui si sta imbarcando è totalmente diverso. Nella scienza dieci anni sono tanti e i progressi nell’ambito dell’Acceptance and Commitment Therapy (ACT), psicoterapia su cui questo volume è fondato, non sono mancati. Solo per citare un indice, ovvero il numero degli studi clinici apparsi sulle riviste, si è passati dai 47 pubblicati fino al 2011 agli oltre 600 nel decennio successivo. E per chi salisse per la prima volta su questo treno, sappia che Russ Harris è uno dei migliori conduttori che io abbia avuto mai la fortuna di incontrare nella mia vita professionale.
Questa volta il percorso è diverso e più profondo, espone ancora di più la ferita che la vita ci ha provocato. Guarda al lutto, alla perdita, alla malattia che compromette le possibilità di vita, a quella oscurità nera in cui si precipita. Guarda a quei ceffoni della vita che ti fanno singhiozzare asmaticamente per tutta la notte, quando le tessere del mosaico della vita non combaciano e le senti impossibilitate a prendere forma, che ti fanno vedere insignificante ogni atto, inutile ogni decisione, senza via d’uscita la condizione in cui si versa. È la reazione al trauma, quando la nostra mente fa a cazzotti con la vita.
È un viaggio nei luoghi in cui alberga quella sofferenza che ci spinge ad allontanarci dalla vita vissuta, dai nostri affetti, dal nostro lavoro e dalle nostre passioni. Un viaggio lì dove rimandiamo per evitare di sentire ogni volta un blocco allo stomaco, nel «Domani andrà meglio», mentre lo stomaco si solleva, e ogni compito, incluso quello del vivere, viene posticipato. A un migliore momento... perché è quello che ci diciamo, quello che la nostra mente, giudice e complice, ci suggerisce per sedarci tra una frustata e l’altra.
Cosa succede nei casi in cui sentiamo in modo dilaniante una mancanza, avvertiamo la nostalgia di un luogo o di una persona, sentiamo la perdita di un amore o di una persona cara anche a distanza di decenni? La mia mente mi suggerisce, a mo’ di risposta, un brano di Erri De Luca dal romanzo Montedidio: «Quando ti viene nostalgia, non è mancanza, è presenza, è una visita, arrivano persone, paesi da lontano e ti tengono un po’ di compagnia. — Allora, don Rafaniè, le volte che mi viene il pensiero di una mancanza la devo chiamare presenza? — Giusto, così ad ogni mancanza dai il benvenuto, le fai un’accoglienza».1
Le nostre menti ci parlano sempre in termini di presenza quando ci propongono scenari, immagini, frasi, e con essi evocano sensazioni ed emozioni, che colorano la nostra esperienza, o la oscurano. Cosa sarebbe un ricordo senza «persone, luoghi, emozioni che tornano a trovarti»? Le nostre menti ci portano sempre in una di due direzioni: o evocano ricordi che mirano a suscitarci sensazioni piacevoli, che vorremmo accogliere, o accompagnano sensazioni spiacevoli, che vorremmo respingere. La mia mi ha, adesso, portato a un giorno di fine ottobre, un anno dopo la morte di mio cognato. Avevo da poco regalato a mia nipote, allora nipotina, una tavoletta grafica per coltivare la sua passione per il disegno. Mi trovavo in treno e ricevetti via posta elettronica, mentre cercavo di venire fuori dal pozzo oscuro delle email, il suo primo disegno fatto col regalo dello «ziozio». C’era tutta la famiglia, incluso il papà, trasformato in una stella cometa con tanto di barba e occhiali. Aveva disegnato una cartolina di auguri per il suo compleanno.
Ci sono sensazioni che solo uno scrittore come De Luca o altri saprebbero suggerire, e io non ho la loro abilità. Ma sono sicuro che chi legge sa di cosa sto parlando, e su questo conto: ho avvertito un’esplosione che conteneva un misto di emozioni che cozzavano fra di loro, dalla gioia per l’abilità dimostrata dalla mia nipotina con la tavoletta grafica da poco regalata allo sconforto del lutto e della perdita. Come è possibile avvertire la mancanza? Come è possibile avvertire allo stesso tempo gioia e sconforto?
Eppure, queste sono le emozioni e i pensieri che ci bloccano. Ne ero sicuro. Ogni volta che avrei fatto un regalo, avrei visto un suo disegno, mi avrebbe parlato delle sue passioni, sarei ripiombato in quelle emozioni. E così è stato. Una parte di me diceva di allontanarle, combatterle ed evitarle. Ma questo avrebbe significato evitare gli affetti familiari. L’altra diceva di accoglierle, ma quelle emozioni mostravano fauci terribili e latravano minacce di sofferenza.
Questo testo è un viaggio nella migliore delle abilità della nostra mente: quella di confrontare, distinguere, ricavare, collegare, differenziare e omologare. In altre parole, come direbbero gli esperti di Relational Frame Theory (RFT) — la teoria del linguaggio che è sottesa all’ACT — è un viaggio nella capacità che ha la nostra mente di mettere in relazione e rispondere con un’altra relazione. In una reazione a catena, che talvolta assume gli aspetti di una ruminazione continua. E il pensiero viene accompagnato da un’emozione. E questa, a sua volta, può precedere un altro pensiero, in un flusso continuo che in alcuni momenti della nostra vita ci travolge e ci sovrasta al punto da oscurarci, come avveniva a me pensando a cosa potesse succedermi.
La nostra mente non può fare a meno di generare scarti di realtà, piccoli o grandi che siano. Tuttavia, è alla nostra risposta ad essi — ad esempio il rimanere invischiato nei pensieri, nelle ruminazioni e nelle angosce che generano fino al punto da esserne paralizzati — che bisogna dare attenzione. E Russ Harris ci parla di come disincagliarci, di come vivere pienamente la vita in presenza di scarti di realtà anche imponenti. Non solo ce ne parla, ma ci allena per creare uno spazio fra noi e gli scarti, uno spazio per un’azione che ci porti nella direzione dei nostri valori. Per potere offrire a una nipotina l’affetto dello zio.
Questo libro, più che essere letto, va esperito. Provo a farmi intendere. Immaginiamo per un attimo di volere conoscere una città. Lo possiamo fare in due modi: leggendo una guida o visitandola. Le due esperienze sono diverse. L’esperienza di una città non è quella che si ha dalla lettura che ne facciamo. L’esperienza del racconto di vacanze non è la stessa cosa che viverle. Lo stesso vale per questo volume. L’esperienza guidata negli esercizi è altrettanto, se non più importante, della lettura del testo, per creare quello spazio di azione.
E la cosa interessante, almeno per me che sono anche ricercatore, è che tutto quanto è scritto in questo volume è sostenuto da una ricerca scientifica trentennale in ambito clinico e da una solida teoria del linguaggio e della cognizione, l’RFT, anch’essa con una ultratrentennale e cospicua ricerca di base alle spalle. È frutto anche di un’esperienza internazionale con l’Organizzazione Mondiale della Sanità cui ha contribuito lo stesso Russ Harris per il sostegno psicologico post-trauma. Il modello clinico sotteso al testo di Harris è l’ACT, una terapia cognitivo-comportamentale cosiddetta di terza generazione. Chi volesse approfondire e curiosare fra studi e ricerche può visitare il sito internazionale dell’Association for Contextual Behavioral Science (ACBS) (contextualscience.org). In Italia il gruppo di ricercatori e clinici che sviluppano l’ACT è riunito nell’Associazione ACT Italia (vvww.act-italia.org), che è il chapter italiano dell’ACBS e che è nato sotto l’egida dell’Istituto Europeo per lo Studio del Comportamento Umano (IESCUM – www.iescum.org). Rispetto a dieci anni fa sono aumentate le occasioni di training in Italia e molte sono offerte da questi due enti (www. interazioniumane.it). Vorrei sottolineare, per invogliare tutti gli psicoterapeuti interessati ad approfondirla, che l’ACT si impara esperienzialmente, prima che intellettualmente attraverso un libro.
Se la lettura del libro stimola a cercarne altri, la disponibilità di testi in italiano è aumentata. Un manuale di autoaiuto di riferimento rimane sempre quello pubblicato dalle Edizioni Erickson dello stesso Russ Harris, che è stato un grande successo tradotto in 22 lingue: La trappola della felicità: Come smettere di tormentarsi e iniziare a vivere. Altri due testi, sempre di autoaiuto, sono quelli di Kelly Wilson e Troy Dufrene, Quando tutto sembra andare di male in peggio: Vivere liberi dall’ansia, o di Stephen Hayes, Smetti di soffrire e inizia a vivere.
Per gli psicoterapeuti che volessero approfondire l’ACT e guardare come «funziona il motore» che si nasconde sotto questo volume, il...




