Franceschini SELfservice
1. Auflage 2015
ISBN: 978-88-7283-543-2
Verlag: Edition Raetia
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
Uno scandalo altoatesino
E-Book, Italienisch, 398 Seiten
ISBN: 978-88-7283-543-2
Verlag: Edition Raetia
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
Scandalo SEL, "Stein an Stein", truffa, estorsione: tutto nell'interesse pubblico? Il caso della società elettrica provinciale SEL è una vera e propria lezione di politica altoatesina. Il giornalista Christoph Franceschini rivela le manovre sospette dietro alla presunta buona intenzione della "riconquista dell'energia": documenti di gara manipolati, concorrenti ricattati, consiglieri amministrativi ingannati, partecipazioni nascoste dietro società fiduciarie, affari intesi a creare un vantaggio economico per gli interessati. Non è più un caso isolato: è un sistema.
Alcuni protagonisti della faccenda sono stati condannati, ma per capire davvero quanto fosse profonda la palude della corruzione ci è voluto questo libro. Dopo avere visionato centinaia di pagine di atti giudiziari e materiale probante e dopo anni di ricerche e interviste con gli interessati, l'autore è finalmente in grado di svelare tutta la verità: l'Alto Adige è un self-service.
Weitere Infos & Material
Prefazione di Enrico Franco
Premessa: un ritratto simbolico dell'Alto Adige
La prima pietra
L'articolo
La reazione
SEnza Limiti
I due protagonisti
La "riconquista" dell'energia
Onnipotenza e protagonismo
L'officiante
Pubblicità come arma
Affari privati
Primo tentativo a Milano
La centrale di Rainer
Fiduciante Maximilian
Il guastafeste
Il self-made man
Tentativo sulla Rienza
Interesse romano
Lo scambio di Pasqua
Brindisi in piazza Mazzini
La modifica pianificata
L'assistenza non ortodossa di Laimer
Operazione Venerdì Santo
La nota ufficiale
Persone senza carattere
La guerra per l'energia in Venosta
La denuncia della segretaria
Attacco a Noggler
Comuni doppiamente gabbati
Guerra per l'Isarco
Concorrenza inaspettata
Quattro piccole centrali
Ventata viennese
Il perito scomodo
La compagna di studi di Rainer
Il sopralluogo di Stocker
Consiglio di amministrazione ingannato
Pranzo da Sacher
Finanziatori altoatesini
Sistema procura speciale
Il fratello del presidente
Collaborazione dal Tirolo dell'Est
Presidenti attivi
La calligrafia di Rainer
Incidente in giunta
Il piano B
La nota di Durnwalder
Salvataggio normativo
La prova regina
L'estorsione
Il vincitore sbagliato
Cava a Braies
Quattro incontri
Il contrattacco
Parentesi & punto e virgola
Segreto d'ufficio violato
Seduta turbolenta
L'Argumentarium
Copiato pari pari
Il comune sbagliato
Le indagini
La perquisizione
La breccia
Rivelazioni verdi
La favola dell'interesse pubblico
Rolling Stones
La farsa della trasparenza
L'uomo del rinnovamento
Partecipazione nascosta
Potere femminile
La figlia della senatrice
Il fedele Hans
Nella cantina del sindaco
Denaro verso Verona
Nessun reato
La falciatrice di Berger
Giornalisti cattivi
La cultura altoatesina dei tagliatori di teste
Incontro al Kaiserkron
Durnwalder a Mezzaselva
Il castello di carte crolla
Riabilitazione orchestrata
Volkspartei in imbarazzo
La mossa di Rispoli
L'ultimo scontro
Contadini raggirati
La lettera dei contadini
L'oste del passo
La testa di legno di Potsdam
Tre uomini e una cava
Seppellimento silenzioso
Progetto Kajoma
Il coniglio dal cilindro
La e-mail
Firma sospetta
Fine di una causa di lavoro
Timing perfetto
Il proiettile inesploso in canna
Attacco ai funzionari
Registrazione segreta
Richiesta ipocrita
Una scomoda direttrice di ripartizione
L'esplosione nucleare
941 pagine in più
Dimissioni a rate
La tortura del serrapollici
Il tango di Rio Pusteria
L'attacco di Durnwalder
Ghiaia costosa
A caccia di cimici
Telefonate notturne
Frequenza 443,935 MHz
Palazzo Widmann
Fatturazione delicata
Un bilancio provvisorio
Il rito abbreviato
Seguito imbarazzante
L'impervia via giudiziaria
Un affare di famiglia di Silvia Fabbi
Appendice
Nota editoriale
Ringraziamenti
Cronologia
Premessa: un ritratto simbolico dell’Alto Adige
Il quadro simboleggia l’inizio di una nuova era. Sul palco del Kursaal di Merano due giovani uomini stanno in piedi uno accanto all’altro. Gli applausi degli oltre mille delegati sono tutti per loro.
Da pochi minuti il ventottenne Philipp Achammer è stato eletto Obmann della Svp con una schiacciante maggioranza: ha ottenuto il 94,43 % dei consensi. Il 3 maggio 2014 la Volkspartei ha così conferito la carica di Obmann al più giovane esponente che abbia ricoperto questo ruolo nella lunga storia del partito.
Ma accanto ad Achammer sta la vera star della giornata, Arno Kompatscher. Sono trascorsi appena cinque mesi da quando Kompatscher, a quarantadue anni, è stato eletto nuovo Landeshauptmann. Anche nel suo caso si tratta della persona più giovane che abbia mai assunto la guida della Provincia. Con 81.107 consensi incassati alle elezioni provinciali del 27 ottobre 2013 l’allora sindaco di Fiè allo Sciliar ha ottenuto un travolgente successo personale. Il suo trionfo ha salvato la Volkspartei da una storica débâcle elettorale.
Arno Kompatscher e Philipp Achammer sono i volti di un cambiamento politico epocale. Incarnano un cambiamento assolutamente imprevisto sia nella forma che nel contenuto. Perché questo sabato mattina a Merano, fra i delegati che applaudono freneticamente nella platea del Kursaal, almeno tre dozzine hanno fatto di tutto perché Kompatscher e Achammer non arrivassero mai dove si trovano oggi. Anche se ora molti di loro ostentano un appoggio incondizionato a Kompatscher, fra il 2011 e il 2013 in tanti avevano elaborato progetti personali, accordi politici e precisi piani di battaglia su come spartirsi i vuoti nell’era post Durnwalder. Con l’uscita dalle scene di quest’ultimo, molti dei suoi fedelissimi avevano visto finalmente arrivare il proprio turno. In molti non vedevano l’ora di prendere il posto del loro padre politico, che in Alto Adige aveva dettato ininterrottamente la linea per ben venticinque anni.
Il territorio provinciale è infatti storicamente suddiviso in cordate politiche e comitati d’affari che si danno da fare per consolidare il proprio potere e per ampliarlo il più possibile. C’è solo una cosa che questi gruppi d’interesse temono come il diavolo teme l’acqua santa: la parola “rinnovamento”.
Luis Durnwalder e Arno Kompatscher: una svolta politica
Perché il rinnovamento politico sconvolge in modo permanente gli equilibri esistenti. Un sistema perfettamente strutturato e oliato deve ora fare i conti con nuove variabili. Variabili sconosciute, e perciò imprevedibili. Sia in politica che negli affari, simili incertezze non sono le benvenute.
Perciò, per succedere a Durnwalder, viene inizialmente scelta una persona che all’apparenza può essere spacciata come nuova, ma che dal punto di vista del contenuto rappresenta la garanzia che tutto proseguirà come nel decennio precedente. Questa persona è Richard Theiner. L’assessore provinciale venostano, politicamente tutt’altro che un peso massimo, ha superato in questo senso il battesimo del fuoco negli anni in cui ha ricoperto il ruolo di Obmann della Svp. Theiner può brillare tranquillamente sotto la luce dei riflettori, mentre dietro le quinte altri tirano le fila e curano i propri affari privati. Proprio questo modello ora lo si vuole traghettare nella giunta provinciale.
Kompatscher personifica l’autentico e temuto rinnovamento. I succitati gruppi di potere le provano tutte pur di evitare l’ascesa politica del giovane sindaco. Philipp Achammer invece non sembra occupare minimamente i loro pensieri.
Il piano probabilmente sarebbe riuscito, se solo non fosse scoppiato uno scandalo che ha scompaginato completamente la trama politica così ben predeterminata: l’ SEL. L’emergere del caso di maggiore scalpore nell’Alto Adige del secondo dopoguerra cambia le coordinate del sistema sociopolitico dentro e fuori la Volkspartei. È solo questo caso giudiziario a rendere possibile il cambiamento politico fra le mura di Palazzo Widmann.
Lo scandalo SEL è in realtà un conglomerato di diversi scandali. Al centro c’è la più grande truffa mai divenuta di dominio pubblico nella storia dell’Alto Adige dalla fine della Seconda guerra mondiale: parliamo dei maneggi sull’assegnazione di una dozzina di concessioni per le grandi centrali idroelettriche provinciali. Le cifre di cui si parla danno un’idea dell’enormità della posta in gioco: oltre un miliardo di euro.
All’origine di tutto vi è il fatto di aver lavorato politicamente per conferire alla Provincia il duplice e contemporaneo ruolo di giudice e di concorrente nell’ambito delle gare per la spartizione del mercato idroelettrico altoatesino. Anche solo analizzando ex ante i legami personali e le dipendenze reciproche esistenti fra giunta provinciale e SEL – in primis il semplice fatto che SEL è una società che appartiene nella sua quasi totalità alla Provincia – si sarebbe dovuto capire immediatamente che con tali premesse una gara corretta non avrebbe mai potuto aver luogo. Chi però in Alto Adige ha provato a segnalare per tempo la cosa è stato additato come facinoroso.
Il risultato di questo atteggiamento è oggi sotto gli occhi di tutti.
L’altro filo rosso dello scandalo SEL sono i maneggi relativi alla piccola centrale idroelettrica di Mezzaselva della Stein an Stein Italia Srl. Si tratta del tentativo di pubblici amministratori di procurarsi con l’inganno un guadagno personale. Questo libro non riferisce soltanto di queste vicende ma dimostra, con il supporto di documenti dettagliati e testimonianze dei protagonisti, che esse rappresentano solo la punta dell’iceberg e che altre operazioni analoghe sono state condotte nell’ambito di SEL.
Di questo scandalo fanno parte anche le indagini relative alle società fiduciarie, all’interno delle quali figuravano i principali attori della politica provinciale. Completano il quadro i tentativi del Palazzo di spazzare via la concorrenza privata dal settore energetico attraverso il ricatto e la sottrazione degli strumenti finanziari, nonché di mettere in ginocchio le società energetiche comunali attraverso pressioni politiche. Fanno però parte di questa strategia anche la sistematica e progressiva limitazione del controllo da parte dell’opposizione e del consiglio provinciale, e lo spreco di denaro pubblico per operazioni di mistificazione politica. In questa partita hanno avuto un ruolo direttori, presidenti, consiglieri e veri o presunti addetti ai lavori, nel cui vocabolario sembra mancare completamente la parola “conflitto d’interessi”. Incarichi pubblici e interessi privati sono stati regolarmente intrecciati. Da un lato si incassavano onorari milionari per incarichi di SEL, dall’altro si curavano interessi privati in qualità di commercialista o avvocato. Si teneva allegramente e senza remore contemporaneamente il piede in due scarpe. Denominatore comune di tutte queste vicende è l’assenza di vergogna con cui i protagonisti agivano. Alcuni amministratori pubblici erano così sicuri nel portare a compimento i propri inganni e reati da mostrare un’arroganza e una sovrastima di sé riscontrabili solo nella criminalità organizzata.
Oltre ai reati commessi dai singoli, all’infrazione delle leggi e all’aggiramento dei principi di legalità dello Stato c’è una concreta responsabilità politica: il “sistema Durnwalder”. Due parole che negli ultimi tempi sono divenute per molti sinonimo di tutto ciò che in Alto Adige è andato storto. Ed è anche la spiegazione più diffusa per lo scandalo SEL.
Lo stile politico di Luis Durnwalder non ha bisogno di essere qui descritto. Una cosa è certa: Durnwalder ha la responsabilità politica anche per quanto è avvenuto fra il 1998 e il 2013 nel settore dell’energia in Alto Adige. In quegli anni è stato il Landeshauptmann a decidere la politica energetica. L’assessore formalmente titolare della delega, Michl Laimer, è stato solo un esecutore.
Durnwalder è stato il politico che ha gestito le trattative con i colossi italiani dell’energia. È stato colui che ha fatto di tutto per tenere lontani i privati dal mercato energetico. È sempre lui che non ha voluto spartire con i comuni – in primis quelli venostani – la torta dell’energia. Per farlo ha collocato fin dall’inizio persone di sua fiducia nelle posizioni chiave della nuova società energetica.
Oggi si sa che in tutte le decisioni importanti Durnwalder ha sempre avuto accanto un suggeritore che gli ha indicato la via con testardaggine e determinazione: Maximilian Rainer. Il direttore generale di SEL ha dato forma, per oltre un decennio, alla politica energetica altoatesina, e lo ha fatto in modo molto più decisivo di quanto non abbiano potuto fare il consiglio provinciale, la giunta e la direzione della Svp messi insieme.
Tuttavia il “sistema Durnwalder” non è sufficiente a spiegare lo scandalo SEL. È un’occasione ghiotta quella...




