E-Book, Italienisch, 224 Seiten
Reihe: Sírin
Bunin / Zucchelli Giorni maledetti
1. Auflage 2021
ISBN: 978-88-6243-506-2
Verlag: Voland
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
E-Book, Italienisch, 224 Seiten
Reihe: Sírin
ISBN: 978-88-6243-506-2
Verlag: Voland
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
(1870-1953) Poeta e narratore di valore assoluto, è stato il primo scrittore russo a essere insignito, nel 1933, del Premio Nobel per la letteratura. Personalità severa e aristocratica, all'indomani della guerra civile sceglie l'esilio e nel 1920, insieme alla compagna e futura moglie Vera, si stabilisce in Francia dove rimarrà sino alla morte. Tutta la sua produzione è percorsa da un sentimento di dolente amore e rimpianto per la 'sua' Russia, eterna e per sempre perduta.
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1° gennaio (secondo il vecchio calendario)
Questo anno maledetto è finito. E ora? Forse qualcosa di ancora più terribile ci attende. Credo sia proprio così.
Eppure andare in giro lascia sbalorditi: quasi tutti hanno chissà perché un’aria insolitamente allegra, il viso di chiunque capiti di incontrare per strada è a dir poco raggiante:
- È ora di finirla, baten’ka! Tra due o tre settimane si vergognerà di sé stesso, vedrà...
Stringe risoluto la mano con gioiosa gentilezza (rammaricandosi per me, stupido che sono) e prosegue affrettando il passo.
Oggi il consueto incontro con Speranskij di “Russkie Vedomosti”. Quindi, nel vicolo Merzljakovskij, mi sono imbattuto in un’anziana signora. Si è fermata, si è appoggiata con mani tremanti alla stampella ed è scoppiata in lacrime:
– Batjuška, prendimi con te! Dov’è che andremo a finire noi adesso? La Russia è in rovina, per tredici anni, dicono, è andata in rovina.
7 gennaio
Alla Knigoizdatel’stvo pisatelej1 per una riunione - grande notizia: “L’Assemblea costituente è stata sciolta”!
A proposito di Brjusov: è sempre più a sinistra, “quasi un bolscevico autentico ormai”. Fatto per nulla sorprendente. Nel 1904 esaltava l’autocrazia, pretendeva (novello Tjutcev!) l’immediata conquista di Costantinopoli. Nel 1905 pubblicava Il pugnale sulle pagine di “Bor’ba”, il giornale di Gor’kij. Da quando è iniziata la guerra contro i tedeschi è diventato un patriota entusiasta. Poi - un bolscevico.
5 febbraio
Dal primo febbraio è stata ordinata l’adozione del nuovo calendario. Cosicché oggi, secondo i loro calcoli, è già il diciotto.
Ieri ho preso parte all’incontro del “Mercoledì”. Erano molti i “giovani” presenti. Majakovskij ha mantenuto un contegno abbastanza decente, benché non abbia fatto altro che ostentare, con una sorta di grossolana indipendenza, la sua idiota sincerità di giudizio: indossava una morbida camicia senza cravatta e chissà perché portava il colletto della giacca sollevato, come quei tipi che abitano in squallide camere d’albergo e la mattina, mal rasati, si incamminano verso il cesso.
Erenburg e Vera Inber hanno letto brani tratti dalle loro opere. E Saša Kojranskij ha chiosato:
Ulula Erenburg,
Avida Inber
Raccoglie il suo appello,
Né Mosca, né Pietroburgo
Potranno mai rimpiazzare Berdicev.
6 febbraio
L’offensiva tedesca domina i giornali. Tutti ripetono: “Ah, magari fosse vero!”
Siamo andati alla Lubjanka. Qua e là alcuni “comizi”. Avvolto in un cappotto con il colletto rotondo di astrakan, un tizio fulvo di capelli con folte sopracciglia rossicce, il viso incipriato rasato di fresco e alcune otturazioni d’oro ben in vista, elenca con voce monotona, quasi leggesse, le ingiustizie commesse dal vecchio regime. Un signore dal naso camuso e con gli occhi sporgenti ribatte con astio. Le donne presenti intervengono con ardore e a sproposito, interrompono la disputa (di principio, a detta del tizio rosso di capelli) con dettagli e racconti frettolosi tratti dalla loro personale esperienza che dovrebbero dimostrare che solo il diavolo sa quello che sta succedendo. Alcuni soldati, a quanto pare, non capiscono niente ma, come sempre, dubitano di qualcosa (meglio, di tutto) e scuotono il capo sospettosi.
Si è avvicinato un mužik, un vecchio dalle guance pallide e gonfie e con una barbetta puntuta: accostandosi l’ha infilata curioso tra la folla, incuneandola tra le maniche di due signori che per tutto il tempo erano rimasti zitti ad ascoltare. Si è messo a seguire anche lui, attento, ma non capendo evidentemente nulla e non credendo a niente e a nessuno. Poi si sono avvicinati anche un operaio slanciato dagli occhi azzurri e due soldati piuttosto tozzi che, in mano i cartocci con i semi di girasole, masticano e osservano con aria diffidente e torva. L’operaio, sul cui volto luccica un sorriso malvagio e divertito carico di disprezzo, se ne sta di lato vicino alla folla, fa finta di essersi fermato soltanto un minuto, per divertimento: sembra dire, so già che dicono tutti fesserie.
Una signora si lamenta con veemenza di non avere neanche un tozzo di pane, aveva una scuola prima, ma ora ha congedato tutte le allieve perché non ha di che sfamarle:
– Ma chi è che sta meglio con i bolscevichi? Per tutti è peggio, specie per quelli come noi, per il popolo!
Interrompendola, una troietta imbellettata ha preso candidamente la parola e si è messa a dire che i tedeschi stavano per arrivare e che tutti l’avrebbero pagata per quello che avevano combinato.
– Prima che arrivino vi scanneremo tutti quanti – ha sentenziato freddo l’operaio e se ne è andato.
I due soldati, prima di allontanarsi a loro volta, hanno ribadito: – Già, proprio così!
Della stessa cosa stavano discutendo anche in un altro capannello, dove a confrontarsi con un operaio era stavolta un praporšcik2. Questi si sforzava di parlare con estrema gentilezza, scegliendo le espressioni più innocue e cercando di far leva sulla logica. Era ormai al limite dell’adulazione, eppure l’operaio lo ha redarguito:
– Quelli come voi devono starsene un po’ più zitti, ecco cosa! Non si deve fare propaganda tra la gente!
K. dice che ieri sera R. è stato nuovamente da loro. È rimasto lì seduto quattro ore e per tutto il tempo si è incaponito nella lettura di un libricino sulle onde magnetiche che qualcuno aveva abbandonato sul tavolo, quindi ha bevuto il tè e mangiato tutto il pane. Lui è per natura una persona mite, tranquilla e per nulla sfacciata, ma adesso arriva e siede senza alcuno scrupolo, divora ogni cosa che gli viene offerta con un’assoluta mancanza di rispetto nei confronti dei padroni di casa. Quanto è rapida la caduta dell’essere umano!
Blok è uscito allo scoperto e si è unito ai bolscevichi. Ha pubblicato un articolo che ha suscitato l’ammirazione di Kogan (P.S.). Non l’ho ancora letto, ma ne ho riassunto l’ipotetico contenuto a Erenburg – a quanto pare in modo molto fedele. Si tratta di una canzonetta niente affatto ingegnosa, d’altronde Blok è un uomo piuttosto stupido.
Da “Novaja Žizn’”, il quotidiano di Gor’kij:
“A partire da oggi è chiaro anche al più ingenuo sempliciotto che, rispetto alla politica dei commissari del popolo, non ha senso parlare non solo di concetti quali coraggio e valore rivoluzionario, ma persino del più elementare concetto di onestà. Ci sta di fronte una compagnia di avventurieri che, per interessi personali e al fine di allungare di qualche settimana l’agonia della loro autocrazia morente, è pronta al più vergognoso tradimento degli interessi patriottici e rivoluzionari, gli interessi di quel proletariato russo in nome del quale fa il bello e il cattivo tempo sul trono vacante dei Romanov.”
Da “Vlast’ Naroda”:
“Alla luce di quanto osservato a più riprese e visti i reiterati casi di percosse inflitte ogni notte agli individui arrestati durante l’interrogatorio presso il Soviet dei deputati dei lavoratori, chiediamo al Soviet dei commissari del popolo di astenersi da simili sortite e azioni teppistiche...”
Denuncia proveniente da Borovici.
Da “Russkoe Slovo”:
I mužiki del villaggio di Pokrovskoe, regione di Tambov, hanno redatto un verbale:
“In data 30 gennaio la nostra comunità ha perseguito due predatori, i nostri concittadini Nikita Aleksandrovic Bulkin e Adrian Aleksandrovic Kudinov. Con il consenso della nostra comunità, essi sono stati sottoposti a giudizio e subito uccisi.”
Questa “comunità” ha immediatamente elaborato un codice penale sui generis per i reati:
– Se un individuo colpisce qualcuno, la vittima deve colpire l’offensore dieci volte.
– Se un individuo colpisce qualcuno provocandogli una ferita o una frattura, l’offensore verrà privato della vita.
– Se un individuo commette un furto, oppure prende in carico la refurtiva, verrà privato della vita.
– Se un individuo viene sorpreso ad appiccare un incendio, verrà privato della vita.
Ben presto due ladri sono stati colti sul fatto. “Giudicati” all’istante, sono stati condannati a morte. Prima ne hanno ucciso uno: gli hanno fracassato la testa con l’asta di una stadera, squarciato il fianco con una forca e hanno gettato il cadavere, completamente nudo, sulla strada. Quindi sono passati all’altro...
Di questi tempi notizie del genere sono all’ordine del giorno.
Sulla Petrovka alcuni monaci rompono il ghiaccio. I passanti esultano, addirittura gongolano:
– Ah, finalmente! Vi hanno stanati! Adesso vi tocca, fratelli, siete costretti!
Nel cortile di una casa sulla Povarskaja un soldato con un giubbotto di pelle è intento a spaccare la legna. Un mužik si è fermato a lungo a osservare la scena, quindi ha scosso la testa e ha sospirato:
– Ah, ben ti sta! Ti sta proprio bene, diseltore maledetto! La Russia è in rovina!
7 febbraio
Editoriale di “Vlast’ Naroda”: “È giunta l’ora fatale - la Russia e la Rivoluzione stanno morendo. Tutti in difesa della rivoluzione che fino a non molto tempo fa brillava radiosa sul mondo!” E dite, quando brillava i vostri...




