E-Book, Italienisch, 233 Seiten
Barra / Guarnaccia SuperTele
1. Auflage 2021
ISBN: 978-88-3389-240-5
Verlag: minimum fax
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
Come guardare la televisione
E-Book, Italienisch, 233 Seiten
ISBN: 978-88-3389-240-5
Verlag: minimum fax
Format: EPUB
Kopierschutz: 6 - ePub Watermark
Tutti guardano la televisione. Molti ne parlano, ne discutono, ne scrivono. Non sempre però l'analisi riesce ad andare molto oltre il riassunto degli episodi, gli highlight della puntata, l'elenco di quello che è piaciuto o non è piaciuto al singolo spettatore. Eppure, non mancano gli strumenti metodologici e le prospettive teoriche e critiche che possono aiutare a indagare meglio le strategie creative, l'impatto culturale o l'importanza sociale di quello che va in onda sul piccolo schermo. Questo volume vuole essere una palestra per esercitare lo sguardo sulla televisione. Sono raccolti qui 19 saggi, scritti da autori differenti per competenze e per estrazione, dagli studiosi di media e di televisione ai professionisti che sanno riflettere sul loro lavoro e alle penne del giornalismo culturale. Ciascuno ha scelto un singolo programma o personaggio della televisione italiana e globale di oggi, e questo è l'innesco, il pretesto, la scusa per un'analisi che spesso lo trascende. Esercitando prospettive differenti: le letture testuali e il dietro le quinte dell'industria televisiva, l'analisi della ricezione critica e quella del consumo, il genere e i format, la scrittura e la promozione, l'estetica e la sociologia. Dalla fiction italiana alla serialità statunitense ed europea, dal talk show al reality, dall'informazione all'intrattenimento, dal factual ai meme e alla televisione di Instagram, tra le pagine di questo libro si compone un quadro aggiornato e molto efficace dalla tv contemporanea.
Autoren/Hrsg.
Weitere Infos & Material
INTRODUZIONE
UNO SGUARDO MOLTEPLICE
PER CAPIRE MEGLIO LA TV DI OGGI
Fin dai primi passi della sua storia, la televisione è un medium molteplice, variegato nelle sue funzioni – per informare, intrattenere, educare, per citare il triplice obiettivo alla base dei servizi pubblici europei – e onnivoro nel ricorrere a forme espressive precedenti, a linguaggi e modelli disparati, tenendo insieme notiziari e racconti di finzione, spettacoli e documentari, giochi e approfondimenti. Negli ultimi decenni questa molteplicità originaria si è ulteriormente ampliata, per quantità e qualità, intrecciata all’aumento delle offerte e dei canali, al diffondersi di servizi e piattaforme digitali, alla frammentazione dei consumi: la televisione, in Italia e altrove, è insieme una, nessuna e centomila. Proprio quando sembra stia quasi per sparire in realtà si allarga, occupa spazi nuovi, risponde ad altre, inattese funzioni. Insomma, che si guardi alla sua evoluzione o allo scenario contemporaneo, è un termine dalla comprensione immediata ma anche polisemico, persino sfuggente. Va dalle serie all’intrattenimento trash, dal televisore al centro del salotto ai mille rivoli del video digitale (YouTube o Netflix, cioè tv). È questo che rende difficile afferrare questo medium con uno sguardo univoco, e allo stesso tempo è questo che fa sì che ogni nuova lettura aggiunga qualcosa, che la riflessione sulla tv sia spesso instabile, provvisoria, e che fare il punto, a distanza di qualche tempo, sia utile, fruttuoso, persino divertente.
L’obiettivo di questo volume è esattamente questo: tentare di fare il punto, offrire riflessioni e chiavi di lettura almeno in parte inattese, esplorare e rappresentare la molteplicità del medium. Il titolo, , è quello che già abbiamo adottato per l’intera collana che lo ospita, solitamente dedicata alla traduzione italiana di importanti testi internazionali sulla tv e sui media, e che con questo volume speciale festeggia la quindicesima uscita offrendo una raccolta di contenuti inediti, preparati da autori italiani. Da un lato, vuole sottolineare l’importanza e la perdurante centralità del mezzo televisivo nel sistema dei media contemporaneo, la sua capacità di aggregazione pure in uno scenario digitale frammentato, il suo coprire altri territori e rispondere a bisogni inattesi. Dall’altro, il richiamo al noto pallone in plastica, impiegato dai ragazzini di più generazioni fino a diventare un oggetto quasi di culto, vuole anche un po’ sdrammatizzare, mettendo in evidenza la dimensione ludica, l’aspetto giocoso, il tentativo di non prendersi troppo sul serio che, in fondo, è tra gli innegabili punti di forza della tv.
Il sottotitolo, , può invece essere letto, insieme, come un’esortazione, un invito, una domanda, una promessa. Tutti guardiamo la televisione (o guardiamo qualcosa in tv, che poi è lo stesso), ma il modo in cui lo facciamo è spesso più rilevante di cosa vediamo. Proprio quell’azione che ci sembra naturale e scontata, in realtà, va messa sotto osservazione, legata ai testi e ai contesti, capita nelle sue ragioni produttive e nelle conseguenze di consumo. , inoltre, riprende e traduce letteralmente il titolo di un influente libro statunitense, , curato da Ethan Thompson e Jason Mittell e uscito nel 2013 per la New York University Press; una seconda edizione, aggiornata e ulteriormente ampliata, risale al marzo 2020. Si tratta di una voluminosa raccolta di brevi contributi dedicati alla televisione da parte dei più importanti studiosi americani del medium, uno sguardo ampio e variegatos che avrebbe potuto costituire un’importante aggiunta alla collana e che come tale avevamo a suo tempo preso in considerazione. L’impianto del volume, saldamente radicato nel sistema televisivo e mediale di origine, rendeva però complicata una sua traduzione: molti elementi dati per scontati sarebbero risultati di difficile comprensione fuori dal contesto angloamericano; molti titoli, personaggi, emittenti analizzati in grande dettaglio rischiavano di essere pressoché sconosciuti anche ai lettori più informati; i programmi più noti, o esportati, seguono comunque nel loro primo mercato dei percorsi di circolazione e modalità di impacchettamento distinti; e le glosse o semplificazioni necessarie avrebbero appesantito o cambiato troppo il libro. Più in generale, diventava chiaro per l’ennesima volta quanto la televisione, anche nello scenario digitale, sia un medium innanzitutto nazionale, che solo a volte e in certe sue parti supera i confini, e sempre va calato in un preciso ambiente linguistico, sociale, culturale, politico per essere compreso davvero. Se la volontà di tradurre il libro originale si è scontrata con ostacoli troppo grandi, però, come in un adattamento di format, abbiamo voluto riprenderne l’idea e la struttura di fondo, e con alcuni aggiustamenti declinarle in chiave italiana. è così una raccolta legata a uno spazio, l’Italia, e a un tempo, l’oggi, precisi. La tv, qui e ora.
Come leggere questo libro
In questa raccolta, ogni capitolo parte da un singolo programma o personaggio televisivo, e questo diventa l’innesco per un’analisi specifica che spesso si allarga a una riflessione più ampia. Da un lato, il titolo scelto è importante in sé, per quello che ha rappresentato e tuttora rappresenta, per un insieme di caratteristiche estetiche, narrative, formali, produttive o fruitive che lo definiscono, per il percorso e per il successo, per l’attenzione ricevuta e i discorsi critici, promozionali, di fandom. Dall’altro, e insieme, dal particolare si passa poi al generale, e allora il prodotto o il volto tv diventano quasi una scusa, un pretesto per approfondire una tipologia di contenuti, un meccanismo tipico del medium, un fenomeno trasversale.
Ogni capitolo, poi, adotta un approccio differente, una prospettiva originale, un punto di vista distinto: il volume, nel complesso, è anche una rassegna dei tanti modi con cui si può guardare la televisione, scrivere di televisione e studiare la televisione. Tra le pagine di questo libro si affacciano quadri teorici e metodologici differenti – dalla riflessione su linguaggi, generi e format a quella sulla critica, dai production studies ai lavori sulle audience attive e partecipative – sguardi ora più classici e ora innovativi, strumenti e metodi di cui si fornisce un assaggio – dalla raccolta di dati quantitativi alle mappature qualitative sui contenuti, dalle interviste etnografiche in profondità all’analisi della creatività online.
Infine, ogni capitolo ha uno o più autori differenti nelle competenze così come nell’estrazione e nel percorso professionale: scorrendo l’indice, si trovano sia studiosi di televisione, di cinema e di media digitali, spesso provenienti da varie discipline, sia addetti ai lavori che ragionano sulle loro attività, sia ancora giornalisti che guardano al mezzo televisivo in modo critico o analitico. Da un lato, l’obiettivo, speriamo raggiunto, è di far dialogare mondi affini ma troppo spesso autonomi, smussando i confini tra accademia, industria e sistema giornalistico-culturale per creare uno spazio e possibilmente un discorso comune, condiviso, arricchito da tale confronto. Dall’altro, questa molteplicità di fonti ha aiutato a tenere assieme profondità dell’analisi e qualità di scrittura, rendendo il volume ricco di riflessioni sia utili ai lettori più esperti sia piacevoli per quelli non specialisti, o semplicemente curiosi. Senza pretese di esaustività, offre in questo modo una fotografia della tv italiana degli ultimi anni, e insieme dei punti di vista che si possono adottare per comprenderla meglio.
Le caratteristiche di questo libro, più compatto ma ancora più molteplice e variegato del suo modello statunitense, consentono di leggerlo in almeno quattro modi differenti, che in fondo richiamano quelle modalità che tutti impieghiamo nella fruizione televisiva. Una prima possibilità, per certi versi analoga alle liste di una library o un catalogo digitale, è seguire l’ordine proposto dal libro: i programmi e i personaggi analizzati si susseguono in una progressione alfabetica, togliendo gli articoli ai titoli delle trasmissioni e usando per i volti l’iniziale del cognome; semplice, lineare, con repentini cambi di oggetto e di prospettiva. Una seconda articolazione, più vicina ai «blocchi» che tradizionalmente compongono un palinsesto, affiancando nella griglia di programmazione o nella proposta della rete titoli tra loro simili, è la possibilità di adottare un criterio legato ai generi della tv, componendo nuclei omogenei: le tendenze contemporanee di una fiction italiana sempre più aperta all’estero (, , ) e viceversa l’approdo italiano della serialità internazionale, statunitense (il mainstream di , la cable del ) ed europea (, produzione non lineare); i protagonisti dell’intrattenimento televisivo ( e il mondo Fascino/De Filippi, Simona Ventura, Barbara D’Urso, la coppia formata da Chiara Ferragni e Fedez); l’informazione e il talk show politico, sempre più ibridi (, , , ); e ancora i mondi del reality, talent e factual (, , ,...




